General Motors e Chrysler hanno bisogno di "un nuovo inizio . E questo potrebbe significare il ricorso al codice della bancarotta come meccanismo per assicurare una ristrutturazione più forte".
Lo ha detto il presidente americano Barack Obama, sottolineando di riferirsi a un'ipotesi di bancarotta assistita dal governo, e non un "processo in cui la società viene scomposta in singole, parti, venduta e non esiste piu".

Obama ha definito l'ipotesi di bancarotta per Gm Chrysler ''un meccanismo per aiutarle a ristrutturarsi rapidamente e riemergere piu' forti'' di prima. Il presidente degli Stati Uniti ha tenuto a spiegare nei dettagli come funzionano questi meccanismi, che spesso agli occhi del pubblico sono sinonimo di un fallimento annunciato.
''Quello di cui sto parlando - ha detto Obama - e' di utilizzare la nostra struttura legale come uno strumento che, con l'appoggio del governo americano, possa aiutare General Motors e Chrysler a risolvere la questione dei vecchi debiti che gravano su di loro in modo che possano poi rialzarsi e incamminarsi verso il successo''.
Obama ha ricordato che con l'amministrazione controllata ''i lavoratori possono continuare a produrre auto che vengono poi vendute'', e che non si tratta affatto ''di un processo di liquidazione di una compagnia, che smettera' di esistere'', e neppure dell'ipotesi di ''avere una compagnia bloccata in tribunale per anni, incapace di uscirne''.
FIAT: OBAMA BENEDICE INTESA CHRYSLER, DECISIVA PER AIUTIL'alleanza con la Fiat e' decisiva per la sopravvivenza della Chrysler ed e' la condizione per ottenere dal governo Usa nuovi aiuti fino a sei miliardi di dollari. Il presidente Barack Obama benedice l'intesa con la casa torinese, che considera ''partner ideale'', ma chiede anche tempi stretti: trenta giorni per portare a termine ''un accordo solido che protegga i consumatori americani''. ''La Fiat - ricorda il presidente degli Stati Uniti - e' pronta a trasferire la sua tecnologia di punta alla Chrysler e, dopo aver lavorato in stretta collaborazione con il mio team, si e' impegnata a costruire nuove auto a basso consumo di carburante e motori qui in America''. E spiega che, se quell'intesa non sara' raggiunta, il governo Usa non sara' in grado ''di giustificare il versamento di altri finanziamenti federali''.
L'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne ringrazia Obama ''per il suo incoraggiamento'' e parla di un'alleanza che non solo permettera' a Chrysler di rafforzare la propria solidita' finanziaria, ma contribuira' anche a salvaguardare posti di lavoro negli Stati Uniti e riuscira' ad accelerare in modo significativo gli sforzi per produrre veicoli a basso consumo''. Per definire l'intesa Marchionne dovrebbe continuare a confrontarsi con l'amministratore delegato Robert Nardelli che, secondo l'agenzia Bloomberg, rimarra' alla guida di Chrysler. Fiat e Chrysler, su indicazione della task force designata da Obama per supervisionare la ristrutturazione di Detroit, hanno accettato di rivedere l'intesa siglato in gennaio, definita dalla squadra di Obama ''inadeguata''.
Il nuovo accordo da raggiungere entro 30 giorni per ottenere nuovi finanziamenti pubblici prevedrebbe - secondo indiscrezioni - una quota iniziale della Fiat in Chrysler pari al 20%. A Fiat - secondo il Wall Street Journal - potrebbe essere ceduta la Chrysler ''buona'' nel caso in cui il governo dovesse premere e ottenere per il ricorso la bancarotta e quindi scindere la societa' in una 'bad company' e una 'good company'. Condizione per il salvataggio di Chrysler sarebbe - secondo indiscrezioni - una riduzione della quota di Cerberus, che manterrebbe comunque la partecipazione di maggioranza in Chrylser. L'accordo di gennaio, definito ''una pietra miliare'' da Marchionne, prevede che la Fiat, in cambio di tecnologia per auto di piccole dimensioni, abbia una quota iniziale del 35% nel capitale della Chrysler senza alcun investimento in contante. L'alleanza prevede che i due gruppi sfruttino le rispettive reti di distribuzione e da' in questo modo alla Fiat la possibilita' di accedere in futuro al mercato Usa, dove da tempo vuole portare l'Alfa Romeo ma anche la Cinquecento.
All'assemblea degli azionisti Marchionne ha parlato di ''grandi benefici per la Fiat'' e ha spiegato che gia' nel 2011 potrebbe essere pronta la prima vettura comune. Il no di Obama ai piani di Gm e Chrysler e il licenziamento in Francia dell'amministratore delegato della Psa Peugeot Citroen fanno colare a picco le borse. A Piazza Affari anche il titolo Fiat subisce i contraccolpi e perde il 9,35% chiudendo a 4,77 euro.
FIAT: CORRE IN BORSA (+7,8%) DOPO PAROLE OBAMA
MILANO - Corre in avvio di seduta Fiat (+7,8%) sulle attese per la finalizzazione dell'accordo con Chrysler. Il presidente americano Barack Obama ha elogiato l'accordo e auspicato tempi stretti, oltre a vincolare gli aiuti (6 miliardi di dollari) alla firma dell'intesa con il Lingotto.
by ANSA